Panoramica del servizio
Il nostro servizio di System Hardening rappresenta un intervento tecnico specializzato finalizzato alla riduzione sistematica della superficie d’attacco dei sistemi Linux attraverso l’applicazione rigorosa di best practices di sicurezza, configurazioni ottimizzate e implementazione di controlli difensivi stratificati. Operiamo principalmente su distribuzioni Debian, Ubuntu e Oracle Linux, applicando metodologie consolidate che trasformano installazioni standard vulnerabili in sistemi fortificati resistenti agli attacchi più sofisticati. Il nostro approccio non si limita a modifiche superficiali o checklist generiche, ma interviene profondamente su ogni layer del sistema operativo, dal kernel ai servizi applicativi, garantendo una postura di sicurezza robusta, misurabile e auditabile.
Hardening

Framework e Standard di Riferimento
Il nostro processo di hardening si fonda rigorosamente sui CIS Benchmarks (Center for Internet Security), standard riconosciuti globalmente che forniscono configurazioni di sicurezza dettagliate, testate e validate dalla community internazionale di security professionals. Implementiamo i controlli CIS di Livello 1 (baseline security essenziale senza impatti operativi significativi) e Livello 2 (sicurezza avanzata per ambienti ad alto rischio), personalizzando l’applicazione in base al profilo di rischio specifico e ai requisiti operativi del cliente. Integriamo inoltre i requisiti di hardening previsti dallo standard PCI-DSS (Payment Card Industry Data Security Standard) per ambienti che gestiscono, processano o memorizzano dati di carte di pagamento, garantendo conformità ai requisiti 2.2 (configurazioni sicure per tutti i componenti di sistema), 2.3 (cifratura di traffico amministrativo) e altri controlli correlati alla configurazione sicura dei sistemi.
Hardening del Kernel Linux
Interveniamo direttamente sui parametri del kernel Linux attraverso sysctl, configurando protezioni avanzate contro attacchi di rete, memory corruption e privilege escalation. Abilitiamo protezioni come kernel.dmesg_restrict, kernel.kptr_restrict per prevenire information disclosure, kernel.yama.ptrace_scope per limitare il debugging non autorizzato, e kernel.unprivileged_bpf_disabled per ridurre la superficie di attacco eBPF. Configuriamo stack hardening con protezioni contro SYN floods, ICMP redirects, IP forwarding non necessario, source routing e altre tecniche di network-based attacks. Implementiamo Address Space Layout Randomization (ASLR) completo, Exec Shield, protezioni contro buffer overflow e altre mitigazioni a livello kernel. Disabilitiamo moduli kernel non necessari, configuriamo blacklist per moduli vulnerabili o non utilizzati, e implementiamo firma e verifica dei moduli kernel dove applicabile.
Hardening del Filesystem e Partitioning
Implementiamo una strategia di partitioning sicura separando directory critiche (/tmp, /var, /var/tmp, /var/log, /home) su partizioni dedicate con mount options restrittive. Applichiamo flag noexec su /tmp e /var/tmp per prevenire esecuzione di codice da directory world-writable, nosuid per impedire privilege escalation via SUID binaries, e nodev per bloccare l’interpretazione di device files. Configuriamo file integrity monitoring attraverso AIDE (Advanced Intrusion Detection Environment) o Tripwire, creando baseline di integrità dei file di sistema critici e scheduling verifiche periodiche automatiche per detection di modifiche non autorizzate. Implementiamo mandatory access control attraverso AppArmor (su Debian/Ubuntu) o SELinux (su Oracle Linux), creando profili restrittivi per servizi critici che limitano capacità di file access, network binding, process execution e system calls anche in caso di compromissione del servizio.
Gestione degli Account e Authentication
Implementiamo password policies robuste configurando PAM (Pluggable Authentication Modules) con requisiti di complessità (lunghezza minima, caratteri speciali, upper/lowercase, numeri), password history per prevenire riutilizzo, aging policies con scadenza periodica e account lockout dopo tentativi falliti. Disabilitiamo o rimuoviamo account di sistema non necessari, impostiamo nologin shell per account di servizio, configuriamo umask restrittive per prevenire creazione di file world-readable. Implementiamo sudo con principio di least privilege, configurando access granulare basato su comandi specifici anziché full root access, logging completo di tutte le operazioni sudo, e timeout di sessione aggressivi. Disabilitiamo completamente root login via SSH, imponiamo autenticazione basata su chiavi pubbliche disabilitando password authentication, configuriamo two-factor authentication dove richiesto, e implementiamo IP whitelisting per accessi amministrativi.
Hardening dei Servizi Critici
Eseguiamo hardening approfondito di SSH (Secure Shell), modificando la porta di default, disabilitando Protocol 1, implementando ciphers e MACs sicuri, configurando MaxAuthTries restrittivo, disabilitando X11Forwarding, TCP forwarding e agent forwarding dove non necessari, implementando idle timeout, e configurando banner warning. Per web servers (Apache/Nginx), disabilitiamo signature e version disclosure, rimuoviamo moduli non necessari, configuriamo security headers (X-Frame-Options, X-Content-Type-Options, Content-Security-Policy, HSTS), implementiamo rate limiting, configuriamo chroot/jails, e applichiamo principi di least privilege al processo. Hardeniamo database servers (MySQL/PostgreSQL/Oracle), rimuovendo account di default, disabilitando remote root access, configurando bind-address restrittivi, implementando SSL/TLS per connessioni, applicando privilege separation, e configurando audit logging completo. Per DNS servers (BIND/Unbound), implementiamo DNSSEC, configuriamo rate limiting contro DDoS, separazione tra resolver e authoritative, query source randomization, e restrizioni su query ricorsive.
Network Hardening e Firewall Configuration
Configuriamo iptables/nftables implementando default-deny policy, permettendo esplicitamente solo traffico strettamente necessario, applicando stateful inspection, configurando rate limiting per mitigare DoS, implementando geo-blocking dove appropriato, e logging di traffico sospetto. Disabilitiamo servizi di rete non necessari, configuriamo TCP wrappers per access control aggiuntivo, implementiamo port knocking per servizi sensibili dove applicabile. Disabilitiamo IPv6 se non utilizzato per ridurre la superficie d’attacco, configuriamo reverse path filtering, disabilitiamo ICMP redirects e source routing.
Auditing, Logging e Monitoring
Configuriamo auditd (Linux Audit Framework) per registrare eventi di sicurezza critici: tentativi di login falliti, modifiche a file di sistema critici, escalation di privilegi, modifiche a configurazioni di rete, esecuzione di comandi privilegiati, e accessi a file sensibili. Configuriamo log retention appropriato, implementiamo remote logging verso syslog centralizzato o SIEM per prevenire tampering locale, e configuriamo alerting automatico per eventi critici. Implementiamo file integrity monitoring con scheduling automatico e notifiche per cambiamenti non autorizzati. Configuriamo log rotation sicuro con compressione, retention policy conformi a requisiti normativi, e protezione dei file di log contro cancellazione o modifica non autorizzata.
Gestione di Container e Virtualizzazione
Per ambienti Docker/Podman, implementiamo hardening di runtime (user namespaces, seccomp profiles, capability dropping, read-only filesystems, no-new-privileges flag), scanning di immagini per vulnerabilità, utilizzo di immagini minimal e trusted, configurazione sicura del Docker daemon, e segregazione di rete tra container. Per ambienti Kubernetes, applichiamo pod security policies/standards, network policies restrittive, RBAC granulare, secrets management sicuro, e configurazioni hardened per control plane e worker nodes. Per sistemi virtualizzati, configuriamo isolamento appropriato, resource limiting, e hardening sia del guest che dell’hypervisor.
Patch Management e Vulnerability Management
Implementiamo processo strutturato di patch management con assessment periodico di security updates disponibili, testing in ambiente non-produttivo, scheduling di maintenance windows per applicazione, e rollback procedures. Configuriamo unattended-upgrades per security patches critiche dove appropriato, implementiamo vulnerability scanning periodico post-hardening per identificare nuove esposizioni, e manteniamo inventory aggiornato di software installato per tracking di CVE emergenti.
Deliverable Completi
Forniamo baseline configuration documentation completa che documenta ogni modifica implementata, rationale di sicurezza, impatto operativo potenziale, e procedure di rollback. Sviluppiamo automation scripts (Ansible playbooks, Bash scripts, Python tools) per applicazione ripetibile e consistente dell’hardening su multiple istanze, facilitando deployment rapido e riducendo errori umani. Produciamo documentazione tecnica dettagliata includendo configurazioni pre e post-hardening, compliance mapping verso CIS e PCI-DSS, risultati di testing post-hardening, e runbook operativi per maintenance continuativa della postura di sicurezza. Generiamo compliance reports che dimostrano aderenza ai benchmark CIS e requisiti PCI-DSS, utilizzabili per audit interni ed esterni.Il nostro approccio garantisce sistemi Linux fortificati che resistono ad attacchi sofisticati, riducono drasticamente la superficie d’attacco eliminando servizi e configurazioni non necessarie, implementano defense-in-depth attraverso controlli stratificati, e mantengono auditabilità completa per compliance e forensics. La sicurezza non è un checkbox, ma un processo continuo di configurazione ottimale, monitoring proattivo e adaptation alle minacce emergenti.
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